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<<...Oggigiorno si conosce il prezzo di tutto, e il valore di niente...>>
Oscar Wilde
Centro di Psicologia "Il Gabbiano"

 

IL GRUPPO DI TERAPIA

Le sedute di gruppo consistono in incontri periodici. Lo scopo principale è l'espressione di sentimenti vissuti in un ambiente protetto ed il raggiungimento della consapevolezza delle proprie dinamiche interne ed interpersonali.
Si tratta di un percorso in gruppo di evoluzione e sviluppo personale dove ciascuno dei partecipanti ha la possibilità di effettuare esperienze individuali ("esplorazioni") nelle quali è assistito dallo psicoterapeuta. In questi lavori o esperienze individuali possono essere utilizzate una o più componenti del gruppo in qualità di personaggi e/o figure dell’esistenza e/o dell’immaginazione di chi ha portato quell’esperienza. In ogni caso ciascuno è libero di parlare o di non parlare, di compiere un lavoro di esplorazione o di non compierlo, di partecipare o no all’esperienza degli altri se si è stati chiamati a farlo. Alla fine dell’esplorazione si può richiedere un feedback e/o una risonanza agli altri componenti del gruppo.


CHE COSA E' IL FEEDBACK?

Il feedback (dall’inglese feed = nutrire, alimentare – back = indietro) è un ritorno di informazioni su una determinata esperienza e serve per conoscere che tipo di reazione ha prodotto una tale esperienza sull’altro. Questo messaggio di ritorno serve ad agevolare l'apprendimento e ampliare la presa di coscienza e la consapevolezza.
La percezione della reazione prodotta in altri dal proprio comportamento può esser utile a rendere un nostro agire futuro più adeguato, o meglio più funzionale alle nostre necessità e all'ambiente circostante.
Il feedback ha un connotato informativo più cognitivo, quando invece l’esperienza dell’altro suscita in me dei connotati più emotivo-affettivi si può parlare di risonanza (il come, il che cosa "risuona" in me dell’esperienza dell’altro).

Il feedback o le risonanze possono effettuarsi:

  • a richiesta  (in genere tre o quattro persone)
    In questo caso la persona, che ha effettuato un’esplorazione terapeutica, sceglie un membro del gruppo come referente utile, dal quale vuole sentire le risonanze provate durante il suo lavoro terapeutico.

  • in offerta
    Un membro del gruppo spontaneamente vuole offrire un contributo che può essere utile a chi ha effettuato un esperimento terapeutico e chiede se vuole essere ascoltato. Sarà la persone che ha lavorato a decidere lo vuole o no.

  • per discarica pulsionale
    Un’esperienza terapeutica appena effettuata da un partecipante ha coinvolto eccessivamente un'altro membro del gruppo, che sente un’esigenza esplosiva e il bisogno di scaricarsi, quindi:
Un’esperienza terapeutica appena effettuata da un partecipante ha coinvolto eccessivamente un altro membro del gruppo, che sente un’esigenza esplosiva e il bisogno di scaricarsi, quindi:
  • può chiedere di prenotarsi per un'esplorazione utilizzando le risonanze e le tensioni interne suscitate da questo vissuto in una "messa in azione consapevole";
  • non essendo ancora pronto per lavorare su questo vissuto o non in grado di aspettare può chiedere allo psicoterapeuta di potersi esprimere con azioni e parole solamente per evacuare la pressione intollerabile e ridurre così momentaneamente le tensioni interne.
Dopo un’esplorazione individuale una persona è ricettiva, ma ancora fragile, avendo abbassato le difese, quindi è necessario che il feedback risulti nutriente e non indigesto.
E’ utile cercare di non effettuare feedback valutativi (esprimono giudizi sull’altro), indaganti (cercano di sapere qualcosa di più dell’altro), sostenenti (esprimono un sostegno eccessivo all’altro non necessario), soluzionanti (esprimono consigli), interpretanti (danno spiegazioni più o meno teoriche su quanto avvenuto).

Delle buone modalità di feedback possono essere:
  • Mentre tu lavoravi:
    • ho visto (mani chiuse, mimica ...)
    • ho ascoltato (che dicevi, raccontavi...)
    • ho immaginato (che eri arrabbiato...)
    • ho sentito (in me calore, e tensioni...)

  • ora, in questo momento:
    • ti vedo (che ha una posizione...)
    • immagino (che sei soddisfatto...)
    • penso (che sei irritato...)
    • sento (il cuore che mi batte forte...)

  • Oppure entrare in risonanza con l’altro:
    "durante la tua esplorazione, ho rivissuto insieme a te un momento particolarmente significativo della mia infanzia; con un amico o parente caro... sono commosso o rabbioso, ecc...".
Alla base del buon funzionamento del gruppo vi sono delle regole, che consentono ad ognuno di rispettare la libertà degli altri:
  • La discrezione e confidenzialità
    non si deve parlare al di fuori di quanto accade nel gruppo; questo darà la tranquillità necessaria per esprimersi liberamente.
  • L’astinenza da relazioni sessuali tra i componenti del gruppo
    permette di mantenere la propria autonomia e la propria disponibilità nelle diverse situazioni emotive che possono crearsi all'interno del gruppo. Durante lo svolgimento dell'incontro di gruppo, si è terapeuti a vicenda: perciò è utile rispettare la riservatezza è di evitare di vedersi all'esterno.
  • L’esclusione di osservatori casuali
    permette al gruppo, libero da interferenze esterne, di raggiungere progressivamente coesione, solidarietà, complicità ed intimità.
  • Il non fumare
    consente di utilizzare creativamente le motivazioni e le tensioni che portano all'atto sterile e dannoso del fumare.
  • Il tempo a disposizione fisso
    fa sì che ognuno utilizzi il gruppo lasciando spazio agli altri; complessivamente il gruppo dispone di due ore.
  • Esprimersi invece di dialogare
    durante tutte le fasi dell'incontro di gruppo non è consentito dialogare con la persona che in quel momento ha la parola. E’ necessario rispettare il proprio vissuto inserendolo in una propria esplorazione; oppure se il turno è lontano o passato, si potranno far presenti al gruppo le esigenze emerse al momento.
  • Il "basta davvero"
    è una forma convenzionale che, pronunziata da chi sta compiendo esplorazioni in profondità, gli permette di interrompere il suo lavoro, richiamando il gruppo a sospendere l’interazione in corso.
Un lavoro continuativo di evoluzione e crescita personale effettuato in gruppo si basa, oltre che sul ruolo e sulla funzione dello psicoterapeuta, sulle energie di tutti i partecipanti:
la regola aurea di ogni gruppo di sviluppo, come nella vita, è che "ciascuno riceve nella misura in cui da".
Le assenze del gruppo sono quindi sempre una rinuncia ad un opportunità di lavoro per sé, ma anche una sottrazione di energia, potenzialità e di confronti emotivo agli altri partecipanti. Per questo l’impegno ad una presenza continuativa è la premessa per lavoro responsabile ed efficace per sé e per gli altri.
Una presenza saltuaria rischia, inoltre, di diventare un investimento antieconomico visto che il pagamento va comunque effettuato.
La seduta di gruppo ha una sua struttura ed attraversa delle fasi che corrispondono alle fasi di pre-contatto (inizio), contatto (durante), post-contatto (fine):
  • Pre-contatto (fase espositiva):
    Nella fase iniziale i membri del gruppo sono invitati a partecipare brevemente, parlando a turno del loro vissuto attuale: esperienze, sentimenti, aspettative, prenotandosi eventualmente per un'esplorazione.
    Inizia conseguentemente l’entrare gradualmente in contatto con le propria esperienza. Chi si è prenotato per primo inizia a parlare. Durante questa esperienza individuale egli utilizza il gruppo per sé con l'aiuto dello psicoterapeuta. Quest'ultimo ha uno stile eclettico, utilizza, cioè, di volta in volta, i metodi di facilitazione più adatti per un efficacie sostegno a ciascun partecipante.

  • Contatto (fase di cambiamento):
    Uno o più membri del gruppo possono essere chiamati a partecipare al lavoro in qualità di personaggi e/o figure dell’esistenza e/o dell’immaginazione di chi sta lavorando. Essi, con l’aiuto dello psicoterapeuta faranno in modo di favorire l'esplorazione del partecipante.
    Al termine del lavoro lo psicoterapeuta chiede a chi ha effettuato l'esplorazione se vuole ricevere feedback da qualcuno.
    I membri del gruppo chiamati cercheranno di comunicare la propria percezione dell’esperienza dell'altro contribuendo ad arricchire l’esperienza con proprie risonanze.
    In questo modo la persona che ha lavorato elabora la sua esplorazione arricchendola e amplificandola attraverso l'altro. Si passa, quindi, alla prenotazione del lavoro successivo.

  • Post-contatto (fase dell'assimilazione/integrazione):
    Quando il tempo a disposizione del gruppo sta per terminare, lo psicoterapeuta chiede ai partecipanti di esprimersi a turno, facendo un bilancio di ciò che è accaduto nel corso della seduta e comunicando eventualmente il proprio vissuto dell’esperienza di gruppo appena trascorsa.
    I partecipanti al gruppo potranno poi utilizzare all'esterno quanto hanno compreso e sperimentato in un'ambiente protetto; potranno interagire in modo più spontaneo e fluido con chi li circonda, ma soprattutto - è questo l'obiettivo principale - potranno conseguire l’autosostegno necessario per una propria autonomia esistenziale.

 

 
 

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